Ristorante La Zagara Anacapri

Ho fatto un’ottima scelta venendo in questa suggestiva location: un limoneto. Una sensazione di casa, di purezza, di allegria. Luci soffuse, la musica,era anche quella giusta, ed eccomi seduto immerso nel verde. Faccio un giro per ammirare la vastità del posto e noto che vi è anche una piscina con giardino e bar annesso: dovrà essere sicuramente bello potervi trascorrere una giornata. Mi fanno notare che accanto al ristorante vi è anche una Vineria ed hanno persino un b&b: una struttura molto ampia e dalle diverse sfaccettature ma gestite con molta professionalità. Mentre aspetto mi accorgo che lo staff è molto gentile e attento ma soprattutto noto che l’ ospite viene prima di tutto. Mi guardo intorno per ammirare e inebriarmi della bellezza di questo giardino: avevo scelto la giusta serata. C’era anche il dj accompagnato da un bravissimo ragazzo che suonava il violino. All’ improvviso giunge questo piatto fantastico: curatissimo nei particolari basato completamente su piccoli bocconi di mare, quasi un insieme di fingerfood o amuse bouche. Sembrava di aver aperto una scatola di cioccolatini assortiti e bisognava scegliere il gusto desiderato il tutto accompagnato da un calice di champagne. Questo piatto mi ha sollevato l’ animo dopo la brutta esperienza al ristorante Il Riccio. Ma la cosa strana è che lo Chef del ristorante La Zagara, Davide Ciavattella, ha fatto la sua esperienza proprio nelle cucine del bistellato l’ Olivo che poi sono le stesse dirette dell’infelice ristorante Il Riccio. Sicuramente avrà imparato tante cose, ma il resto è tutto dentro di lui e lo dimostra molto bene attraverso i suoi piatti innovativi pieni di gioia e di colori. Per mio mero errore avevo capito che ci fossero altre portate e invece era un aperitivo. Ero comunque curioso di assaporare la bravura di Davide e così ho preso un secondo ed il dessert che sono arrivati subito. Già la ceramica del piatto mi dice tutto: innovazione rimanendo nella tradizione. Un piatto perfettamente bilanciato ma soprattutto che racconta una storia. I camerieri erano accanto a me costantemente e mi sono sentito veramente speciale. Alla fine giunge questo delizioso dessert: essenziale ma d’impatto, delicato ma pieno di dolcezza . Lo Chef è una persona molto sensibile ma soprattutto ha cura dei suoi ospiti: per lui non sono clienti ma persone da rendere felici attraverso le sue pietanze ma prima di tutto la sua ospitalità. Posso dire di andar via con l’animo in pace e sono grato a Davide Ciavattella ed a tutto il suo staff per la magnifica serata che mi hanno regalato.

I made an excellent choice coming to this suggestive location: a lemon grove. A feeling of home, of purity, of joy. Soft lights, the music was also the right one, and here I am sitting in the green. I take a tour to admire the vastness of the place and I know that there is also a swimming pool with garden and bar attached: it must certainly be nice to be able to spend a day there. They point out that there is also a Vineria next to the restaurant and they even have a b & b: a very large structure with different facets but managed with great professionalism. While I wait, I notice that the staff is very kind and attentive but above all I know that the guest comes first. I look around to admire and inebriate myself with the beauty of this garden: I had chosen the right evening. There was also the DJ accompanied by a very good boy who played the violin. Suddenly this fantastic dish arrives: well-finished in the details based entirely on small bites of the sea, almost a set of fingerfood or amuse bouche. It seemed to have opened a box of assorted chocolates and you had to choose the desired taste all accompanied by a glass of champagne. This dish lifted my soul after the bad experience at the Il Riccio restaurant. But the strange thing is that the Chef of the La Zagara restaurant, Davide Ciavattella, made his experience in the kitchens of the steak l ‘Olivo which are then the same as the direct ones of the unhappy restaurant Il Riccio. Surely he will have learned many things, but the rest is all within him and he demonstrates it very well through his innovative dishes full of joy and colors. For my mere mistake I understood that there were other courses and instead it was an aperitif. I was however curious to taste Davide’s skill and so I took a second one and the dessert that arrived immediately. Already the pottery tells me everything: innovation while remaining in the tradition. A perfectly balanced dish but above all that tells a story. The waiters were standing by me constantly and I felt very special. At the end this delicious dessert arrives: essential but impactful, delicate but full of sweetness. The Chef is a very sensitive person but above all he takes care of his guests: for him they are not customers but people to make happy through his dishes but above all his hospitality. I can say to go away with peace of mind and I am grateful to Davide Ciavattella and all his staff for the wonderful evening they gave me.

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Ristorante Il Riccio Anacapri COME UNA STELLA SI TRASFORMA IN BUCO NERO

Sono passati più di dieci anni dall’ultima volta che ho cenato in questo luogo ed ero curioso di vedere come si fosse evoluto: ho seguito sui social il cambio di gestione, il restyiling e la consegna della stella. Tante cose sono accadute da allora, tra cui il Covid che ha praticamente spaccato questo paese in due, mettendo in ginocchio la nostra economia. Tanti progetti, tanti investimenti ma soprattutto tanti viaggi sono saltati: i miei erano tre. E allora cosa fare per rallegrarci un po’ di questa mancanza, indipendente dalla nostra volontà? Poiché non è ancora sicuro lasciare la regione qual’e’il posto più vicino e più ambito al mondo? Capri. Quale migliore occasione per andare finalmente a toccare da vicino il nuovo ristorante stellato. Detto fatto. Mentre il minibus mi portava a destinazione pensavo tra me: dopo aver visitato tanti ristoranti chissà lo Chef, di un luogo così incantato, così famoso, così desiderato, cosa mi proporrà? Arrivo in questa incantata terrazza lounge dove si gode un tramonto unico: possiamo definire questo luogo “il paradiso sceso in terra”. Qui tutto è curato nei minimi particolari: nulla è lasciato al caso. C’ è una cura per l’ospite dettagliata. Riescono a trasmettere emozioni e sensazioni uniche. Io ho avuto la fortuna di essere assistito dal giovane Daniele Piazza che mi ha narrato la storia del cocktail da me scelto con molta grazia descrivendomi profumi e sapori che ci hanno introdotto al tramonto. Anche la musica era assolutamente perfetta grazie alla bellissima dj. Scendo finalmente nella sala ristorante che da tempo agognavo di ammirare: l’avevo vista solo sui social. I colori si sposano con il mare, la cucina completamente a vista e la famosa stanza dei dessert. Ero felicissimo come un bambino: un sogno che si realizzava. Il mio tavolo era davanti al mare. Mi siedo e noto già la gentilezza con cui accompagnano la mia sedia. Ottimo inizio. Giunge il menù, lo sfoglio e non vedo nulla di eccezionale: i soliti classici. Nessun percorso di degustazione. Nessuna storia. Mi arriva un banale cestino del pane e mi dicono che non è fatto dallo chef ma acquistato a Napoli. In un ristorante stellato a Capri? Rileggo il menù e le uniche cose che mi colpiscono sono un tris di tartarre di tonno: conosco Chef che sanno fare di meglio. Un’ elica con crema di scarola, tonno cotto, tonno crudo e bottarga: buono ma mal presentato. Per quanto riguarda il secondo ho chiesto una modifica del piatto originale poiché non sono amante dei molluschi e dei frutti di mare: ricciola e branzino alla griglia, il tutto accompagnato da una caponatina. Buono ma senza una storia. Ho esitato per il dolce perché i piatti erano troppo abbondanti. Alla fine mi sono recato alla vetrina della famosa Stanza dei dessert che erano veramente tanti: c’è l’imbarazzo della scelta. Ma ho optato per una capresina ed un piccolo babà. Mi è giunto un piatto veramente triste: ma cosa vi hanno fatto di male quei due piccoli esserini? Senza un po’ di crema o di gelato o un minimo di guarnizione? Ma soprattutto: questo è un ristorante stellato? Qui manca la cura e trovo una grande discrepanza tra le attenzioni che ho avuto sulla terrazza e quelle non ricevute nella sala. In questa occasione mi sono sentito un numero non una persona speciale come dovrebbe accadere in ristorante stellato. Capisco che siamo in un periodo particolare ma proprio per questo motivo se un turista, di questi tempi, viene a cena in uno dei più famosi ristoranti di Capri, nonché stellato, e ti porta dei soldi, tu devi dare il massimo della cura, delle attenzioni: farlo sentire speciale. Signori non è la location che fa la stella, non è la stella che fa lo chef bensì il contrario: questo è il mio motto. Altrimenti siete tutti al livello di un qualunque ristorante. Uno chef stellato non scende a compromessi: a Palazzo Petrucci non fanno lo spaghetto a vongole o se lo fanno lo modificano in chiave moderna ed originale. Infine un ristorante stellato non dovrebbe avere tanti tavoli perché, come ho detto precedentemente, il cliente non è un numero ma una persona speciale.

More than ten years have passed since the last time I dined in this place and I was curious to see how it had evolved: I followed the change of management, restyling and delivery of the star on social networks. So many things have happened since then, including Covid which has practically split this country in two, bringing our economy to its knees. So many projects, so many investments but above all so many trips have failed: mine were three. So what to do to cheer up a little of this lack, independent of our will? Since it is still not safe to leave the region which is the closest and most coveted place in the world? Capri. What better opportunity to finally go and touch the new starred restaurant up close. No sooner said than done. While the minibus was taking me to my destination, I thought to myself: after visiting so many restaurants who knows the Chef, about such an enchanted place, so famous, so desired, what will you offer me? Arrival in this enchanting lounge terrace where you can enjoy a unique sunset: we can define this place as “paradise come down to earth”. Here everything is treated in detail: nothing is left to chance. There is a detailed guest care. They manage to convey unique emotions and sensations. I was lucky enough to be assisted by the young Daniele Piazza who told me the story of the cocktail I chose with much grace by describing the aromas and flavors that introduced us at sunset. Even the music was absolutely perfect thanks to the beautiful DJ. I finally go down to the restaurant room that I have long wanted to admire: I had only seen it on social networks. The colors blend with the sea, the fully open kitchen and the famous dessert room. I was overjoyed as a child: a dream come true. My table was facing the sea. I sit down and already notice the kindness with which they accompany my chair. Excellent start. The menu arrives, I browse it and I don’t see anything exceptional: the usual classics. No tasting path. No story. I get a trivial bread basket and they tell me that it is not made by the chef but purchased in Naples. In a starred restaurant in Capri? I reread the menu and the only things that strike me are a trio of tuna tartare: I know chefs who know how to do better. A propeller with escarole cream, cooked tuna, raw tuna and bottarga: good but poorly presented. As for the second, I asked for a modification of the original dish since I am not a lover of shellfish and seafood: grilled amberjack and sea bass, all accompanied by a caponatina. Good but without a story. I hesitated for the dessert because the dishes were too abundant. In the end I went to the window of the famous Dessert room which was really a lot: there is plenty of choice. But I opted for a capresina and a small babà. A really sad dish came to me: but what did those two little creatures do to you? Without a little cream or ice cream or a minimum of garnish? But above all: is this a starred restaurant? Here there is no cure and I find a great discrepancy between the attentions I had on the terrace and those not received in the room. On this occasion I felt a number not a special person like it should happen in a starred restaurant. I understand that we are in a particular period but precisely for this reason if a tourist, in these times, comes to dinner in one of the most famous restaurants in Capri, as well as starry, and brings you money, you must give the utmost care, attention: make it feel special. Gentlemen it is not the location that makes the star, it is not the star that makes the chef but the opposite: this is my motto. Otherwise you are all at the level of any restaurant. A starred chef does not compromise: at Palazzo Petrucci they do not make spaghetti with clams or if they do they modify it in a modern and original way. Finally, a starred restaurant should not have many tables because, as I said earlier, the customer is not a number but a special person.

Amuse bouche

Tris di tonno

Eliche con crema di scarola tonno cotto tonno crudo e bottarga
Branzino e ricciola alla griglia
Capresina e babà